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Buon Natale dalla Zona Hirpinia

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Quel richiamo all´amore vale per l´intera umanità

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Da Repubblica del 05/11/09, pag. 1-35

Quel richiamo all´amore vale per l´intera umanità

VITO MANCUSO

Dietro la sentenza della Corte europea dei diritti dell´uomo di Strasburgo vi è la preoccupazione in sé legittima di tutelare la libertà, in particolare la libertà religiosa dei bambini che potrebbe venir minacciata dalla presenza di un crocifisso nelle aule scolastiche. In realtà vi sono precisi motivi che rivelano l´infondatezza di tale preoccupazione, e mostrano al contrario che dal crocifisso scaturisce uno sprone all´esercizio della libertà in modo giusto e coraggioso.

Il primo di questi motivi si può esprimere con le parole con cui domenica scorsa Eugenio Scalfari concludeva il suo articolo, quando, rivolgendosi al cardinal Martini e dopo aver ribadito il suo ateismo, scriveva: "Sia lei che io sentiamo nel cuore il messaggio che incita all´amore del prossimo. A lei lo invita il suo Dio e il Cristo che si è incarnato; a me lo manda Gesù, nato a Nazaret o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l´amore prevalse sul potere". Da queste parole schiettamente laiche appare che il simbolo del crocifisso è un invito all´amore universale, in particolare a quell´amore che non teme di scontrarsi con l´arroganza e la forza del potere. Ma se è lecito scrivere come fa Scalfari che in Gesù l´amore prevalse sul potere, è altrettanto lecito vedere nella sua croce l´esatto opposto, cioè la prevalenza del potere sull´amore. Così Natalia Ginzburg, anche lei distante dal cristianesimo, scriveva sull´Unità del 22 marzo 1988 (riprendo la citazione dall´Avvenire di ieri): "Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l´immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo". Sia nel caso di Scalfari sia nel caso della Ginzburg siamo in presenza di forti personalità non cristiane che vedono nel crocifisso un simbolo del più alto ideale che agli uomini sia possibile abbracciare, cioè quello dell´impegno a favore del bene e della giustizia anche a rischio della perdita della vita fisica. E perché dovremmo privare i nostri ragazzi di questo richiamo?

Il secondo motivo a favore del mantenimento del crocifisso nelle aule scolastiche consiste nel bisogno di simboli radicato nell´anima umana fin dalle sue origini e che contraddistingue particolarmente la gioventù. Tutti siamo stati ragazzi e tutti abbiamo avuto i nostri poster incollati con lo scotch sull´armadio della camera, come oggi avviene con i nostri figli. Quali poster ideali è in grado la scuola italiana di presentare alla mente dei giovani? Quali esempi concreti di umanità, quali modelli esemplari di vita? È chiaro che Gesù di Nazaret non è il solo modello (per fortuna!), ma è altrettanto chiaro che è il principale individuato dalla nostra tradizione spirituale, culturale e civile lungo i suoi secoli di storia. E perché dovremmo privare i nostri ragazzi di questo simbolo concreto? Perché lasciare solo una parete bianca e vuota? Mi sento di aggiungere che anche chi non crede non ha nulla da perdere dal confronto con questo simbolo carico di storia e di pensiero, persino l´ateismo ha da guadagnare nel confrontarsi con il simbolo della croce, come mostrano, per fare solo tre celebri esempi, Feuerbach con "L´essenza del cristianesimo", Nietzsche con "L´anticristo" e Bloch con "Ateismo nel cristianesimo". Perché ci sia negazione, ci deve essere qualcosa da negare, sennò c´è solo il nulla, l´afasia: le zucche vuote di Halloween di cui parla il cardinal Bertone

Un terzo motivo riguarda il fatto che la croce è presente non solo nelle aule scolastiche ma in molti altri simboli e luoghi, nei quali non si vede perché debba rimanere se nelle aule scolastiche viene considerata una minaccia. Mi riferisco per esempio a numerose bandiere europee compresa quella della Finlandia (la nazione da cui viene la signora all´origine del ricorso alla Corte di Strasburgo), mi riferisco a numerosi stemmi di città italiane (ora che scrivo mi vengono in mente Milano e Genova, e penso anche a Venezia col suo leone che regge un vangelo, pericoloso elemento conturbante da sostituire quanto prima con un codice di diritto), mi riferisco a migliaia di opere d´arte e di croci presenti nelle città e sui monti italiani. E poi come si potrà leggere e studiare in classe la Divina Commedia senza turbare la libertà religiosa dei non cattolici? E quando si chiama un´ambulanza come non urtare la sensibilità di qualcuno visto che si presenta la Croce Rossa? Duemila anni di storia, grazie ai quali nel bene e nel male siamo quelli che siamo, non si cancellano con una sentenza. Il diritto non può affermarsi astrattamente ignorando i contesti e le tradizioni dei popoli. Se lo fa, non è giustizia.

 

Gli scout di Lioni premiati a Roma dalla Fao

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Continuano gli apprezzamenti del mondo scout e non per l’impresa portata a termine dal gruppo scout Agesci Lioni 1 nell’ambito dell’iniziativa Fao: “Il nostro Clima, il nostro Cibo, il nostro Mondo”.

Ultimo in ordine di tempo, ma certamente non meno importante, è stata la comunicazione giunta dal Comitato Centrale Agesci che tramite una missiva dei presidenti nazionali, Paola Stroppiana e Alberto Fantuzzo, ringrazia la Comunità Capi del gruppo Lioni 1 per essere stati tra i primi gruppi a terminare la conquista del distintivo, ma soprattutto per aver rappresentato a livello internazionale tutti quei gruppi che sono al lavoro per questo importante progetto.

Il Gruppo Lioni 1 ha partecipato alla giornata mondiale Fao a Roma il 16 ottobre 2009 per aver completato la sperimentazione per la conquista del Distintivo Fao che ha l’obiettivo di sensibilizzare i bambini e i ragazzi sulle questioni della salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza alimentare e mira a fare in modo che i protagonisti delle attività siano parte attiva del cambiamento.

lioni1fao
Il Distintivo e le relative attività hanno lo scopo di attuare un concreto cambiamento nello stile di vita dei bambini e dei ragazzi per fare in modo che siano coscienti dell’importanza di scelte eco-compatibili, del diritto all’alimentazione e possano ridurre il loro impatto ambientale.
Durante il Campo Estivo “Salviamo il nostro pianeta” del luglio 2009, gli esploratori e le guide del gruppo scout Lioni 1° hanno rivissuto le avventure di Wall-e, protagonista del lungometraggio di animazione realizzato da Pixar Animation Studios e dalla Walt Disney, unico abitante del pianeta Terra inquinato, pieno di immondizie e abbandonato dall’umanità. Come il piccolo robot che salva il destino del mondo e dell’umanità, i ragazzi del reparto si sono impegnati in diverse attività, come la produzione artigianale del sapone naturale e l’uso di detergenti biodegradabili, l’identificazione dei modi per ridurre il consumo di acqua ed energia, la creazione della carta riciclata, la realizzazione di strumenti musicali con le lattine di alluminio, la pasta fatta a mano, il compostaggio, l’ideazione di uno spettacolo sull’importanza di stili di vita rispettosi dell’ambiente, l’attuazione della raccolta differenziata e della teoria delle “3 R: Riuso-Riciclo-Riduco”, come soluzione per risolvere il problema delle discariche in aumento. un campo estivo a totale impatto 0.

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Dicembre 2009 11:20
 

Nota della Cei sul crocifisso nelle scuole

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03/11/2009 - Crocifisso: comunicato stampa CEI

La decisione della Corte di Strasburgo suscita amarezza e non poche perplessità.

La decisione della Corte di Strasburgo suscita amarezza e non poche perplessità. Fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni, in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica. Risulta ignorato o trascurato il molteplice significato del crocifisso, che non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che, in realtà, nell’esperienza italiana l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come “parte del patrimonio storico del popolo italiano”, ribadito dal Concordato del 1984.

In tal modo, si rischia di separare artificiosamente l’identità nazionale dalle sue matrici spirituali e culturali, mentre “non è certo espressione di laicità, ma sua degenerazione in laicismo, l'ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. … ” (Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al 56° Convegno nazionale dei Giuristi cattolici italiani, in Iustitia, 1/2007, pp. 6-7).

Roma, 3 novembre 2009

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Dicembre 2009 12:55
 

ASSEMBLEA DIOCESANA

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DOMENICA 25 OTTOBRE alle 16,30 presso la chiesa della SS. Trinità dei Poveri ad Avellino in via Morelli e Silvati è convocata l'assemblea diocesana.

VI INVITIAMO AD ESSERE PRESENTI !!!!

 


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